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| È si, perchè come tutti gli anime, hanno delle differenze ç___ç, anche se non ne capisco il motivo. DifferenzeMolte le differenze circa gli avvenimenti, sottolineate già nella trama: gli episodi più deboli della serie tv, quali le avventure di Sana e Naozumi a N.Y., la scoperta del padre naturale di Sana e numerosi episodi di "riempimento" non esistono nel rispettivo manga. Anche il finale varia sensibilmente rispetto alla versione cartacea. Ma non è questa la differenza più grande: il manga di Kodocha vive di un atipico mix di toni narrativi eterogenei, quali comico e drammatico. L'allegria e la dolcezza dei piccoli protagonisti convive con la loro seriosità e la loro tristezza, quasi una pensosità che travalica la loro età, giovanissima. La serie televisiva, anche se non tradisce del tutto lo spirito originario, offre invece una marcata preponderanza di elementi comici: si sprecano le gag demenziali cui i personaggi danno vita, gag che si susseguono talvolta con un ritmo talmente veloce da lasciare senza fiato. Frequenti allusioni alla meta-narrazione (vedi il ruolo del Babbit) la impreziosiscono poi ulteriormente. Chi ha operato questa scelta nell'anime ha mostrato gran senso dell'audiovisivo: sarebbe risultato impopolare trasportare la complicata impalcatura tonale del manga nella serie animata, che resta perciò una serie godibile ed estremamente divertente, almeno nella prima parte. La seconda parte soffre di incoerenza stilistico-narrativa (il tono narrativo si fa d'un tratto più serio e drammatico) e purtroppo spiana la via ai detrattori, lasciando spazio a trovate tanto melodrammatiche quanto inutili ed inefficaci. Stessa impressione di debolezza la dà l'atteso ma non catartico lieto fine. Nel complesso: una serie divertente, moderna, che offre più di uno spunto di riflessione e di cui consiglierei in particolare la visione dei primi venti/quaranta episodi. ShoujoInItalia Miki © |
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